preistoria

In riferimento alla preistoria, un sito abitato nel neolitico fu quello della contrada Juderio ( villaggio degli ebrei), evidenziato da una cartina del 700 con il  Vallone del Giudeo e il Passo del Giudeo, dove una decina di anni addietro Robert Winter, docente all’epoca di Disegno Artistico  nella Lenoir-Rhine University College del North Carolina ( USA ) assieme a Gigi Saccà di Palizzi, ora defunto, collaboratore all’epoca del dott. Sebastiano Stranges di Palizzi, archeologo onorario, e allo scrivente, scelse di indagare la parte attigua al santuario della Madonna della  Catena aprendo una piccola trincea, e vi trovò tre scaglie d’ossidiana grigia  e frammenti  di ceramica mal cotta del neolitico, frammenti di embrici greci e romani e di ceramica invetriata medievale a strisce gialle ed azzurre.

Fu visitata, non lontano dal vallone del Giudeo, precisamente in contrada S.Crimi, una strana roccia ospitante una grotticella con la volta occupata interamente da due ali graffite, mentre alla base sono presenti tre piccole buche.

Essa fu visitata agli inizi degli anni duemila dalla nipote del prof. Domenico Minuto, ricercatrice all’università di Torino che giudicò che si potrebbe trattare di un sito del neolitico, anche per via della presenza di qualche buca per una palificazione.

La stessa interpretazione la diede il dott. Paolo Piernerli che collaborava con l’Istituto Internazionale di restauro Palazzo Spinelli di Firenze che definì le buche, di amplificazione, e ciò indicava che il posto fosse adibito ad oracolo.

Secondo l’archeologo onorario Sebastiano Stranges di Palizzi la grotticella rappresenta un putridarium ossia un luogo che veniva sigillatocon il cadavere  di un defunto che  si consumava perdendo i liquidi del corpo per prima cosa; secondo il suo punto di vista era stato rinchiuso il corpo di una santa monaca di un monastero vicino.

Infatti la formazione rocciosa ricade in contrada San Crimi, San  Clemente in italiano, dove nella proprietà Violi sorgeva un monastero femminile non lontano da uno maschile che una cartina del 700 riportava appartenente a S.Nicola; nella stessa località San Crimi esiste un palmento che reca impressa una croce, francescana, secondo il giudizio del prof. Domenico Minuto di Reggio Calabria.

Winter assieme a Gigi Saccà si recò sulla collina dove sorge Ferruzzano Superiore, ora abbandonato, e nella parte occidentale vi ravvisò buche per la palificazione che indicavano la presenza di un villaggio nel neolitico, mentre in quella orientale due rampe di scale, scavate nella roccia, con l’alzata di 30 cm per ogni scalino, della stesso periodo; in contrada Jofri attigua al paese fu rinvenuto addirittura un chopper ( pietra durissima con margine tagliente, da cui venivano staccate delle scaglie taglienti a loro volta attraverso i colpi inferti tramite un percussore costituito da un’altra pietra durissima) che denuncia la presenza dell’uomo nel paleolitico

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