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Piru curtu o pedi curtu a facci russa



Piru curtu o pedi curti

Facci russa

Pirus communis L.

Fam. Rosacee

I peri nella cultura contadina avevano un ruolo molto importante e i loro frutti scandivano anche alcune attività agricole, con i prodotti freschi o essiccati.

Nello stesso tempo essi caratterizzavano anche il comportamento dei ragazzi che erano forgiati nella loro umanità dalle stagioni dell’anno.

Il periodo che attirava maggiormente l’attenzione di essi era quello delle prime due decadi di giugno che offriva ai bambini e ai ragazzi, i piccoli frutti di alcune varietà di peri veramente speciali; Maiatichi, Garofalo e Cannella, Moscatelli, che rappresentavano in abbondanza il preludio alla bella stagione.

Ed essi si organizzavano per dare la caccia in gruppi talvolta selezionati per rioni e per fasce di età, anche se i più piccoli erano adottati e protetti sempre da quelli più grandi, che li accompagnavano nel percorso di vita talvolta per anni, anche nell’apprendimento di vari tipi di giochi.

Naturalmente ogni stagione era adatta ai giochi che non erano mai uguali, ma diversi per i vari periodi dell’anno per cui il periodo tardo autunnale ed invernale era caratterizzato dal gioco dei birilli, intervallato anche dalle gare di corsa e lotta con regole precise e mai trasgredite.

Ad esempio nella lotta i corpi dei bambini e dei ragazzi si avvinghiavano, ma le braccia e le mani non potevano mai andare sotto la cintola ed un competitore era vinto quando le sue spalle erano completamente aderenti al suolo.

D’inverno venivano curati giochi selvaggi e selezionanti in cui si cimentavano i ragazzi più forti, mentre in primavera cominciavano il gioco al Nascondino e quello affascinantissimo della Disfida e delle Guardie e Ladri, che si prolungavano per tutta l’estate.

In primavera avanzata si andava a caccia di nidi di gazze, cornacchie, gheppi, gufi, assioli, barbagianni, addirittura corvi, i cui piccoli venivano allevati d’estate con grilli a cui si dava la caccia nelle stoppie con verghe di oleastro ed infilzati in steli di orzo selvatico oppure con lucertole, catturate con cappi di avena o uccise con le fionde.

L’addomesticamento riusciva però solo con le gazze, cornacchie e corvi ed addirittura le cornacchie e i corvi riuscivano talvolta ad articolare qualche parola facile: le cornacchie la parola cata e i corvi la parola aqua; alle prime veniva dato il nome Ada, ai secondi quello di Rocco, mentre ai gheppi ( jizzi ) quello di Nino.

D’estate poi si andava alla ricerca di stagni o vasche d’irrigazione o fiumare nei paesi collinari, per fare i bagni ed i grandicelli vigilavano sui più piccoli.

Alle prime acque si andava alla ricerca di creta per confezionare le bombe di fango, grosse poco meno di un pugno di adulto, vuote all’interno, ma riempite d’acqua e venivano sbattute con violenza sui muri delle case.

Verso la metà di ottobre cominciava il gioco delle nocciole che durava fino all’Epifania e veniva articolato in modi diversissimi e divertenti, secondo l’uso dei paesi.

I ragazzi facevano molta attenzione ai matrimoni ed anche se non erano invitati, essi aspettavano fuori delle chiese l’uscita degli sposi, perché lungo il tragitto fino a casa ad essi venivano buttati in aria, confetti, dolcetti e talvolta monetine, che ricadendo a terra producevano divertenti parapiglia tra i ragazzi stessi.

La sera c’era la conclusione di tali eventi in quanto i ragazzi più screanzati andavano ad origliare alle porte e alle finestre degli sposi e ciò stranamente era consentito in alcuni paesi dell’Aspromonte centrale.

Ritornando al discorso delle pere, la fine della primavera coincideva con la cessazione della produzione delle pere piccole e preziosissime a cui davano la caccia i bambini e i ragazzi: Maiatiche, Garofano e Cannella, Moscatelle ecc.

A partire dal 15 di giugno fine alla fine essi ricercavano i fioroni ( gotti ) della varietà Mulingiana o Schiavi, Dottato, Bifari, Buffarichi ecc, che erano deliziosi e riprendevano con le pere quando essi terminavano nei primissimi giorni di luglio, periodo in cui cominciavano a maturare le Pere Maluni o Conte, le Angeliche e le Pere Pedi Curti Facci Janca.

Tutte le varietà maturate a giugno erano immuni dall’attacco della mosca della frutta, quasi immuni le varietà Maluni o Conte e le Angeliche che maturavano nella prima quindicina di luglio, mentre completamente immuni risultavano le pere Pedi Curti facci Janca che maturavano pure esse nella prima quindicina di luglio.

Nella seconda quindicina di luglio cominciavano a maturare le Pere Pedi Curti Facci Russa, chiamati così in quanto erano pervasi di un leggero colore di rosso nella parte che offrivano al sole.

Le pere non venivano attaccate assolutamente dalla mosca della frutta, erano piccole dal diametro di cm due per due e mezzo di lunghezza, la loro polpa candida risultava compatta, ma non croccante, mentre la caratteristica che dava il nome al frutto, era costituita dal peduncolo che si aggirava attorno al cm di lunghezza, da cui il nome: Pedi Curti o Piru Curtu.

Di tale varietà esiste un solo esemplare conosciuto, pericolosamente vicino a sterpaglie.



Orlando Sculli