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Moscatello



Moscatello

Pirus communis L.

Fam. Rosacee

Tale varietà di pero in Calabria si “ avvista “ come un’Araba Fenice in posti distanti tra di loro in provincia di Reggio ed in quella di Catanzaro, solo in qualche raro esemplare , talvolta molto vecchio; sicuramente esiste anche nelle altre province calabresi

In provincia di Reggio, dove è stato individuato, a Motticella di Bruzzano, viene indicato da qualcuno che mantiene il ricordo, come Garoffalo e Cannella, mentre nel territorio di Gioiosa Jonica esso è chiamato Moscatello .

In provincia di Catanzaro le deliziose piccole pere qui rappresentate, a partire da Guardavalle, dove sono state offerte 4 anni addietro durante una “festa del grano”, organizzata dalla cooperativa Punta Stilo, guidata dal dott. Francesco Quaranta, vengono denominate con sicurezza dalle persone anziane come Moscatelle.

Ancora nel Soveratese le persone anziane indicano tale varietà ancora con tale nome , mentre la loro presenza nel territorio di Caraffa di Catanzaro è molto consistente e Moscatella è la denominazione che le viene attribuita con sicurezza.

Di conseguenza essa è la denominazione giusta, mentre a Motticella e a Gerace sono indicate come Moscatelle due varietà di peri molto interessanti, ma diverse tra di loro.

Molti non si riescono a comprendere il motivo per cui tale varietà abbia avuto una scarsa diffusione nonostante la sublimità dei suoi frutti , ma a questo punto bisogna ricordare che fino agli inizi degli anni 50 del Novecento, quando di colpo venne meno la civiltà contadina, ogni cosa che veniva prodotta non doveva avere la caratteristica di prodotto voluttuario, ma semmai doveva appartenere al settore del duro valore dell’essenzialità.

E le deliziose pere della varietà Moscatello erano troppo appetibili, troppo gustose, fragilissime e tanto desiderate da grandi e piccini, per cui venivano subito mangiate e non potevano concorrere a costituire le riserve alimentari invernali per uomini ed animali.

Nella Locride e nella Bovesia erano diffusissime ed utilizzate per le pere secche ( cottia, cortea, ecc.) le varietà rustiche e molto produttive delle varietà Campanella o Muntagnisi, Gentile, Gentile di S. Agata, Gentile di S. Anna, Colicissarica ecc., che davano frutti aspri e mangiati non con sommo piacere e di conseguenza, in agosto venivano spaccate a metà e poste ad essiccare al sole su incannicciate o su grandi rocce.

D’inverno poi venivano mangiati come i fichi secchi o bolliti, mentre costituivano un elemento fondamentale d’ingrasso per i maiali, assieme alle ghiande e alle castagne, e di nutrimento aggiuntivo per le mucche durante “ lo Sporo “ ( semina ) , l’aratura faticosissima per la semina, quando le povere bestie con piaghe sanguinanti al collo sotto il giogo, tiravano l’aratro di legno dalle sette del mattino fino all’imbrunire.

Le stupende piccole pere del Moscatello, che sembrano di marzapane o espressione immaginaria di qualche bravo pittore, non erano per i poveri, ma semmai arricchivano le tenute dei ricchi proprietari terrieri , mentre i contadini manco ci pensavano ad immetterli nei loro piccoli campi.

I bambini dei poveri le guardavano però con ardente desiderio e si organizzavano in piccoli gruppi e talvolta preparavano delle scorribande e potevano soddisfare i loro desideri, rubando i frutti; era del resto consentito dalla morale contadina, ristretta però ai bambini, in quanto se l’appropriazione indebita fosse stata effettuata ad opera degli adulti, tale atto era considerato giustamente furto.

Non moltissime erano le varietà di peri che erano considerate sublimi al pari del Moscatello, che fra l’altro produce a grappoli dei frutti rigorosamente immuni da malattie, che tranquillamente si può fare a meno di sottoporre a trattamenti anticrittogamici

Essi cominciano a maturare dalla seconda decina di giugno e sforano di qualche giorno la prima di luglio; la loro polpa candida risulta soda, leggermente aromatica e moderatamente croccante e vengono mangiati interamente, dopo che vengono privati dei peduncoli.

Orlando Sculli