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accenni storici al promontorio dello zefirio

Il luogo dove era ubicato l’abitato di Ferruzzano sorgeva alle spalle di Capo Bruzzano, l’antico promontorio dello Zefirio, ma nonostante l’estrema vicinanza non emergono segni di coinvolgimento alle vicende storiche legate allo Zefirio stesso.

Infatti l’ateniese Teocle, nel 735 a.C. guidò in Sicilia una spedizione di calcidesi dell’Eubea, di megaresi e di dori, alla ricerca di territori da colonizzare.

I megaresi fondarono MegaraHyblea ,i calcidesi Naxos, mentre i dori, discriminati cercarono di ritornare nella madrepatria , ma arrivati al promontorio dello Zefirio ( odierno Capo Bruzzano ), si fermarono e fondarono una colonia. 1)

Qualche anno dopo,Archia di Corinto guidò una spedizione in Sicilia di coloni corinzi e arrivato allo Zefirio sottomise i dori da cui si fece guidare verso la Sicilia dove fondò Siracusa.

Alla fine dell’VIII sec.a.C. o all’inizio del VII, coloni greci proveniente dalla Locride Ozolia o Opunzia fondarono presso il promontorio dello Zefirio( attuale Capo  Bruzzano ) una città che chiamarono Locri Epizefiri, che dopo quattro anni spostarono nell’attuale piana di Locri, come afferma Strabone.2)

Lo spostamento avvenne a danno delle deboli comunità sicule con cui i Locresi avevano siglato in nome degli dei, un patto spergiuro ossia che non mantennero.3)

A ridosso dello Zefirio non esiste nessun indizio della presenza greca, mentre in contrada Carruso, nel comune di Ferruzzano, in un mini saggio di scavo, non lontano da un palmento agli inizi del 2000 , condotto dall’archeologo dott. Federico Barello emersero frammenti di embrici greci, un frammento di ceramica dipinta corinzia ed, importantissimo, il puntone di una MGS.

Altri indizi della presenza greca nel comune di Ferruzzano, costituiti da frammenti di pitos ed embrici  , sono presenti in contrada Santa Domenica, come già accennato, su cui il dott. Giacomo Oliva stilò una relazione agli inizi degli anni 2000, invitando il comune di Ferruzzano a desistere dall’idea di bitumare la strada forse romana scavata nella roccia.

Invece un indizio importante sul primo insediamento non lontano dallo Zefirio si ebbe negli anni ottanta del 900, quando il consorzio di bonifica individuò e distrusse nei pressi del vecchio campo sportivo di Brancaleone, il tracciato di un tempio arcaico( un operaio del consorzio di bonifica di quel periodo, Fortunato Fazzari di Ferruzzano, conserva un concio, dotato di triglifi e di una metope).

Addirittura in contrada Marinella di Bruzzano, il defunto Domenico Antonio Sicari, scavando un pozzo negli anni 70 del 900, a tre metri di profondità incontrò un muro, costituito da blocchi di pietra, non legati tra loro da calce.

La presenza romana invece è evidenziata dal già citato tracciato di un grande manufatto ad opus caementicium, collocabile cronologicamente nel quarto o quinto secolo d.C.,periodo in cui dalla Calabria ionica reggina partivano forti quantitativi di vino importanti e di buona qualità( evidentemente)per tutto il Mediterraneo.

Sicuramente nel periodo bizantino fu notevole l’attività connessa al vino in quanto su almeno sei palmenti sono impresse croci potenziate bizantine appunto ed alcune croci armene, mentre la presenza degli armeni è attestata ancora dalla su citata chiesetta siriaca armena; ricordiamo che parte dell’Armenia faceva parte dell’impero bizantino e che i migliori combattenti di Bisanzio erano gli armeni, che fra l’altro espressero degli imperatori, tra cui Eraclio.

Ancora una croce potenziata bizantina è impressa su una roccia ai margini orientale del borgo abbandonato ed un’altra in contrada San Pietro non lontana da un muro superstite di un piccolo luogo di culto dedicato a San Pietro appunto.

 

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