Inizio dell’emigrazione, idee socialiste ed anarchiche

 

Alla fine dell’800 ci fu una fortissima emigrazione transoceanica verso gli Stati Uniti e l’Argentina che impoverì delle risorse migliori il paese.

Intanto alla fine dell’800, un giovane avvocato, originario di Casalnuovo d’Africo, Pasquale Mollica, cominciò a diffondere le idee socialiste, mentre Peppino Morabito agli inizi del 900 cominciò a diffondere quelle anarchiche.

Quest’ultimo si dedicava ad alfabetizzare i bambini poveri e ad un certo punto, per il suo atteggiamento di disprezzo contro la ndranghita, fu sfregiato al volto.

Fu oppositore al regime fascista in seguito e fu mandato in Puglia dove morì in un ospedale militare per le percorse subite.

Agli inizi del 900 le idee socialiste ed anarchiche tenevano in fermento buona parte del paese che aveva superato i 2000 abitanti e talvolta venivano contestati i principi religiosi, tanto che l’arciprete Giustino Moio annotava che i giovani studenti che tornavano dalla città esibivano la loro indifferenza religiosa e le idee anarchiche, che la gente andava poco in chiesa ,  chiacchierava le poche volte che ci andava , specie  durante la messa di mezzanotte, a Natale, quando  i fedeli si lanciavano reciprocamente nocciole ed arance. Durante una visita pastorale, al vescovo Saverio Mangeruva che minacciava le pene dell’inferno per i peccatori, il fabbro contestatore ed anarchico, Giuseppe Vallelonga di Bruzzano, detto Mastru Peppi Ricchjimuzzi, replicò che per i poveri l’inferno è questo mondo.

Mastru Peppi morì in seguito in contrada Arsenti del comune di Staiti, quando durante una pausa di lavoro per conto di altri, si era ubriacato ed era scivolato su degli arbusti appena tagliati, ma con i monconi lasciati alti, per cui si bucò la pancia, mentre attorno i compagni di lavoro, avvinazzati come lui cantavano irridenti al suo dolore, anziché trasportarlo da un medico a Bruzzano( notizie riferite negli anni 70 del 900 da Giovanni Dieni di Motticella).

In tale occasione il clima si riscaldò ed un gruppo di anarchici e di socialisti, arrivati anche dai paesi vicini, offese duramente l’alto prelato con atti incivili ed indirizzò nei suoi confronti un lancio di limoni, mentre con una cavalcatura veniva portato a Brancaleone.

Egli, appena giunse fuori dal territorio del comune, in contrada Petruiapico di Bruzzano, inginocchiandosi,maledisse il paese

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