Il paese “arrampicato nel cielo”

 

Alla fine della guerra Ferruzzano e dintorni fu funestato dalla banda di Giuseppe Diodino di Ferruzzano e di Giuseppe Pizzata di Casignana, mentre la gente ebbe possibilità di scegliere il suo futuro da vivere in mondi più fortunati, nonostante che ci furono tentativi di migliorare le condizioni da parte di qualche imprenditore; addirittura fu aperto un cinema gestito dall’insegnante Marino e da suo figlio ancora bambino, il bel Ginetto, il futuro e bravo medico, ucciso dalla mafia a Locri, nel 1988.

Alla fine degli anni 40 del 900 la gente ebbe la possibilità di andar via e ci fu una fuga inarrestabile; dalla fine degli anni 40 del novecento, agli inizi degli anni 60, novecento persone emigrarono in Australia, circa duecento  in Argentina, tre quattrocento negli Stati Uniti, qualche centinaio in Canada, poche centinaia nel centro-nord Italia e in altri paesi dell’Europa.

A questo punto il paese “ arrampicato nel cielo “ ( da una poesia di Francesca Sculli) fu destinato a diventare un paese fantasma, mentre poche centinaia di persone vivono ora a Ferruzzano  Marina, una comunità ancora senza identità.

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